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Common Reader > Sacro e profano
IL CACCIATORE DI AQUILONI
Khaled Hosseini
2006, Piemme
Si dice che il tempo guarisca ogni ferita.
Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta.
Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul.
Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile.
Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati.
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Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
Il cerchio tracciato da Hosseini si chiude, inaspettatamente, in una Fremont tinta dai colori, dai suoni e dagli odori dell’Afghanistan ai tempi di Zahir Shah. In occasione dei festeggiamenti per l’anno nuovo afgano, in primavera, gli aquiloni tornano a rivestire il cielo, degli Stati Uniti questa volta, della loro colorata melodia.
Il cuore di Amir palpita mentre nell’atto stesso di stringere di nuovo fra le mani un aquilone si riappropria del suo passato. Una frase che risuona in lui da tempo immemorabile affiora alle sue labbra e acquista finalmente consistenza, liberandolo da un antico e doloroso fardello.
E il piccolo Sohrab, accanto lui, si lascia incantare dalla magia multicolore del cielo, mentre una luce nuova attraversa i suoi occhi tristi.
Il volo poetico degli aquiloni è un abbraccio alla vita: il cerchio del riscatto si realizza nelle parole inconsapevoli di Amir e nella scintilla silenziosa che illumina gli occhi di Sohrab.
Il potere del passaparola, ovvero quando un libro è bello i lettori se ne accorgono e non se lo fanno scappare.
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