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Marco Donati
 

EDITORIAL
E - Settembre '06
(by Riflessivo)


LE TRE T

Un pò di tempo fa, una mia amica diceva che io pensavo le stesse cose dette da un certo Richard Florida nel suo libro “L'ascesa della nuova classe creativa” (Mondadori, Milano, 2003). Titolo originale: "The rise of the creative class".

Ultimamamente un'altra mia amica mi ha fatto la stessa osservazione; a questo punto mi "sono preoccupato" e ho deciso di leggerlo seriamente...(!)

Secondo Florida, nei luoghi dove la creatività é più libera di esprimersi e alimentarsi, lo sviluppo economico ha maggiori possibilità di sopravvivere alla crisi, rendendo possibile una industria delle menti capace di contaminazione e di innovazione. E’ la rete delle relazioni che anima e rende possibile lo sviluppo delle fabbriche di servizi ad alto valore aggiunto.

E’ il paradigma delle tre T: Tecnologia, Talento, Tolleranza

La T di Tecnologia dice che nella società della comunicazione, al tempo in cui le idee diventano un capitale da investire, la padronanza dei registri e dei codici introdotti dalle reti rende possibile la trasformazione di un universo complesso e sovraeccitato in una spinta al cambiamento capace di trasformare il caos in creazione.

La seconda T, quella di Talento, può essere definita come la capacità di un’organizzazione di rinnovare le proprie idee, creare, favorire la divergenza, trasformare il proprio sapere e non solo incrementarlo, determinando per questa via un vantaggio competitivo a proprio favore.


 






La terza ed ultima T, è quella di Tolleranza, dato che l’impresa, il sistema organizzativo, il luogo vincente, nel paradigma di Florida, é quella più capace di accogliere la diversità, di aprirsi al cambiamento, di confrontarsi con l'imprevisto.

Ma perchè tanto interesse intorno ai creativitivi (designer, architetti, artisti, ingengeri, ecc)?

Perchè sono loro ad innovare, a generare idee in grado di rinnovare la competitività di imprese e territori, sostiene Florida.

Per questo l'obiettivo principale di aziende e territori è quello di attarre talenti creativi e trattenerli, creando città e organizzazioni tolleranti, aperte, innovative, stimolanti.

Tra gli altri spunti interessanti Florida sottolinea che, per esempio, ai più alti indici di sviluppo economico corrisponde una più forte presenza di omosessuali e che laddove la crescita produttiva è stata più consistente si è sviluppata un'offerta di intrattenimento culturale molto ampia e gli abitanti hanno mostrato un'insolita apertura mentale.

Insomma ancor una volta parliamo di Talento, qualunque esso sia resta uno dei cardini, non solo del paradigma di Florida, ma della nostra vita!


Riflessivamente vostro,
Ocram Itanod

marco@youngtalent.it
 
 
 
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