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TEATRO
Quattro matrimoni e un funerale
Di Richard Curtis
Incontrarsi a un matrimonio, fare sesso, separarsi, incontrarsi a un secondo matrimonio, fare ancora sesso, separarsi ancora, incontrarsi al matrimonio di lei, assistere alla morte di un amico durante il suddetto matrimonio, essere protagonisti del quarto matrimonio con la ex paturniosa, e qui ci fermiamo. Compratevi il divvùddì.
No! Che divvuddì, andate a vederlo a teatro, Quattro matrimoni e un funerale
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Per dirla meno disarticolata, è la storia di Charles e Carrie. Lui, scapolo, pare destinato a chiedersi per tutta la vita se riuscirà mai a trovare l’anima gemella, lei è una ragazza americana arrivata in Inghilterra per assistere al primo matrimonio, quello che in termini sportivi verrebbe definito gara1.
Gara1 finisce bene, perché Charles dopo un pedinamento alquanto pasticcione, raggiunge Carrie nell’albergo dove lei, pronta a ripartire per gli States il giorno dopo, lo accoglie per una piacevole infrattata di studio.
Ma chi è Charles? Mumble, mumble, a chi possiamo chiedere? Toh, vuoi vedere che possiamo chiederlo al suo interprete, Giampiero Ingrassia?
Il giorno dopo lei riparte per l’America e a Charles non resta che seguire i caciarosi amici, colorati come una manifestazione pacifista, nei loro strusci alla ricerca dell’uomo perfetto, della donna perfetta, dell’amore perfetto e del senso del matrimonio (perfetto).
Gara2 è il secondo matrimonio, e qui Charles, felicissimo, ritrova Carrie. La felicità dura giusto il tempo di conoscerne il fidanzato Amish, riccone impegnato, ma così impegnato che dopo la celebrazione scappa via, richiamato da questioni lavorative.
Charles, Carrie, hotel, patapùnfete.
Ci scappa la seconda infrattata.
Gara3 è il matrimonio di Carrie con Amish; per l’occasione un amico di Charlie muore, perché non a caso tra i quattro matrimoni c’è anche un funerale, nel titolo.
Gara 4 è il matrimonio fra Charles e Enrichetta, la ex che ritorna urlando e piangendo per dire che lui ha un problema. E qui il Big Ben dice stop, perché tanto lo sapete: non può non esserci un lieto fine per una storia che buttò nel pentolone, dieci anni fa, tanti temi attuali, come il matrimonio, i suoi derivati e i rapporti omosessuali.
Torniamo da Giampiero Ingrassia. C’è ancora da sbrigare la pratica della definizione di talento. A proposito di talento, Giampiero ci ha parlato anche della scuola di teatro che ha aperto l’anno scorso insieme ad alcuni amici.
Quattro matrimoni e un funerale
Di Richard Curtis
Traduzione e adattamento teatrale di Daniele Falleri
Con Giampiero Ingrassia, Marta Zoffoli, Mauro Marino, Paola Maccario, Andrea Manzalini, Amedeo D’Amico, Annamaria Iacopini e Giulia Cantore
Scene di Alessandro Chiti
Costumi di Isabella Rizza
Coordinamento musicale di Dino Scuderi
Regia di Daniele Falleri
Fino al 18 marzo al Teatro Nuovo di Milano
Dal 20 marzo al 5 aprile al Teatro Brancaccio di Roma
Qui trovate il sito del Teatro Nuovo di Milano
Qui trovate il sito del Teatro Brancaccio di Roma
Qui trovate il sito di Giampiero Ingrassia
Qui trovate il sito della scuola di teatro Fonderia delle arti.
maurizio@youngtalent.it
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