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TEATRO
Chiamatemi Kowalski. Il ritorno
di Paolo Rossi
Palacreberg, Bergamo, il 20 aprile 2006
Teatro Verdi, Padova, il 21 e 22 aprile 2006
Teatro Fanin, San Giovanni in Persiceto (BO), il 27 aprile 2006
Teatro Asioli, Correggio (RE), il 28 e 29 aprile 2006
Teatro Colosseo, Torino, dal 2 al 6 maggio 2006
Teatro Manzoni, Monza, 8 e 9 maggio 2006
SINOSSI - by il morris
Ultimamente siamo costretti a vivere sul palcoscenico e sull'autostrada, palcoscenico e autostrada, e lo sapete chi è che ci costringe a vivere in questo modo, chi è che ci costringe a fare questa vita? Lui, Paolo Little King Rossi.
Rubiamo le parole a Emanuele Dell'Aquila, chitarrista e spalla del Piccolo Re , per aprire la scena occupata di Chiamatemi Kowalski. Il ritorno .
Pronti, via, ci giochiamo subito il disclaimer: ci sono problemi di memoria. Paolo Rossi ha grosse difficoltà a ricordare vita e professione, confonde la realtà con la fantasia, non si capisce se le storie che racconta sono sue o sono di altri. L'unico modo per aiutarlo è riesumare un vecchio personaggio, quel Kowalski che lo fece conoscere al grande pubblico diciotto anni fa.
Recuperare Kowalski è una scusa per rimettere insieme la storia di Little King, dal debutto sul palco al debutto in tv, dai monologhi vecchi agli ultimi testi, passando per la malattia che lo portò nel girone infernale UEFA della neurologia milanese.
Insieme all'energica voce di Syria e a una band di cantanti – attori – complici Rossi ricostruisce il proprio esordio come cantante rock (!) nel 1972, sul palco del dancing di un campeggio ai Lidi di Comacchio, in una traggedia d'ammore con sponsorizzazione che lo costringe a lodare le qualità di una marca di gelati travestito da pinguino. E poi, ancora
[un attimo che controllo il taccuino]
nel 1986 prevede il futuro di Berlusconi entrando, così, nell'albo d'oro dei maghi (l'espressione mago è stata utilizzata solo per par condicio).
Nel 1988 si rivede al Brutto Anatroccolo di Via Torricelli, a Milano. Qui inserisce a tradimento delle visioni sul tragico futuro della televisione, con protagonisti di reality chiamati a morire di emorroidi su un'isola deserta e manifestazioni sportive dominate dal curling, uno sport per massaie incazzate che si lanciano bidoni dell'immondizia.
In due ore piene piene c'è posto per tutto, segnaliamo anche una lezione sul perfetto bugiardo, un racconto sul più grande vuoto di memoria teatrale del secolo scorso e il ricordo di un rocambolesco trasporto di marijuana.
Alla fine Paolo Rossi, grazie a un sapiente punta-tacco fra passato e futuro, recupera la storia & la memoria, lasciando a noi il compito di ricordare che
[un attimo, eh, riapro il taccuino]
1 - Guardare al passato è importante perché ci permette di guardare al futuro, in un paese che troppo spesso manca di hard disk occorre tornare a raccontarsi le storie, a tramandarle e a custodirle.
2 – Bisogna stare insieme, perché da soli riusciamo a compiere imprese epiche solo con i videogiochi.
3 – Il teatro è interazione, non c'è uno schermo che divide il pubblico (vivo) dagli attori (vivi), quindi non spaventatevi se, a un certo punto, gli attori decidessero di farvi qualche domanda. Non sarà nominato nessuno.
Scritto e diretto e interpretato da Paolo Rossi
con la collaborazione ai testi di Carolina de la Calle Casanova, Emanuele Dell'Aquila, Carlo Giuseppe Gabardini, Riccardo Piferi
i pezzi originali tratti dal repertorio sono stati scritti con Gino e Michele, David Riondino, Giampiero Solari
Aiuto-regia Carolina de la Calle Casanova
con Syria
e con Emanuele Dell'Aquila, Alex Orciari, Marco Parenti
Scene Emanuele Crotti
con la collaborazione di Mattia Lensi
Direzione musicale dal vivo di Emanuele Dell'Aquila
Disegno luci di Loris Bartolini
Una produzione di Paolo Guerra per Agidi
Per ulteriori informazioni potete visitare, nel sito della Agidi , la sezione dedicata allo spettacolo.
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