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TEATRO
La maglia nera, gesta e ingegno di Luigi Malabrocca
Di Matteo Caccia
Dal 6 al 11 marzo 2007 alla Fabbrica del Vapore di Milano
Talento, talento, talento. Talento di chi lotta per migliorarsi, per scalare posizioni, per vincere nella vita, nel lavoro e nello sport. Talento per arrivare primi, ma anche per arrivare ultimi, o meglio, per capire che quello dell’ultimo per scelta sarebbe potuto diventare un ottimo posto di lavoro nell’Italia del secondo dopoguerra, dove si campava di ingegno, si imparava a crescere in fretta, si ricostruivano strade e ci si appassionava a Coppi e Bartali, eroi del ciclismo.
Sì, è vero, anche oggi si campa d’ingegno, si ricostruiscono strade e si impara a crescere in fretta, ma Coppi e Bartali non ci sono più, e anche Luigi Malabrocca, figura ormai leggendaria che nel ciclismo si cucì addosso la maglia nera contrapposta alla maglia rosa dei primi, se ne è andato, lasciandoci la sua curiosa storia.
In sostanza, Malabrocca arrivava ultimo nelle competizioni cui partecipava, emergendo, così, dal gruppo dei banali decimi, settimi e quindicesimi classificati.
In fuga solitaria sul palco grazie a quello straordinario mezzo di divulgazione che è il teatro di narrazione, Matteo Caccia, autore di La maglia nera, gesta e ingegno di Luigi Malabrocca, racconta la storia di un uomo che capì, in un Paese di ultimi appassionato agli ultimi, che avrebbe potuto trasformare la sconfitta in insaccati, formaggi, damigiane di vino, animali e, appunto, una discreta celebrità, un piccolo business di consolazioni varie offerte dal popolo che incita a bordo strada, intenerito dallo sforzo di uno sportivo che pedalava e non vinceva mai nulla.
Il business si trasformava anche in soldi, perché se arrivavi secondo dopo aver visto il primo compiere un piccolo illecito sportivo, potevi evitare di denunciarlo lasciando a lui la vittoria e relativo premio di diecimila lire, tanto tu ti saresti accontentato di cinquantamila lire gentilmente offerte dalla squadra del primo come bonus silenzio. Mica scemo.
Malabrocca non era un ciclista scarso, anzi. Diciamo che, nel suo curriculum di perfetto ultimo, ci sono due clamorose macchie: dopo essere uscito dalle polverose strade statali e provinciali delle competizioni più classiche, vinse due campionati nazionali di ciclismo campestre, regalando, da perenne sconfitto, il piacere della vittoria e del riscatto ai tifosi di uno sport che a quei tempi era veramente epico.
E’ l’Italia che va, come cantava Ron, ma senza le macchinine brum brum. Quelle sarebbero arrivate dopo, a riempire i percorsi sui quali personaggi come Malabrocca fecero assaporare il gusto della rivincita sociale a un Paese che, dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale, aveva bisogno soprattutto di ingegno, sì, ma anche di tanti eroi normali in grado di pedalare lungo la coraggiosa salita della ricostruzione nazionale.
Nel podTalent, qui sotto, sentirete Matteo Caccia, autore e interprete de La maglia nera, raggiunto durante la conferenza stampa di Vapori Zerosette, la stagione 2007 della Fabbrica del Vapore di Milano, che ospiterà lo spettacolo.
La maglia nera, gesta e ingegno di Luigi Malabrocca
Scritto e interpretato da Matteo Caccia
Musiche originali di Gianni Coscia
Regia di Rosario Tedesco
Dal 6 al 11 marzo 2007 alla Fabbrica del Vapore di Milano
Per ulteriori informazioni, potete visitare il sito del Teatro Filodrammatici:
www.teatrofilodrammatici.it
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