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TEATRO
Prima pagina
Di Ben Hecht e Charles Mac Arthur
Sala stampa di un carcere di Chicago, fine degli anni 20’. Due cronisti cialtroni ammazzano il tempo giocando a carte, in attesa di sapere quando il tempo ammazzerà Earl Williams, condannato a morte in quanto sovversivo, anarchico, comunista e bolscevico, incolpato sulla parola e sulle parole per aver ucciso un poliziotto che in realtà non ha ucciso, ovviamente. Diciamo che ha tentato di disarmarlo ed è partito un colpo. A parte il piccolo incidente, l’innocente sovversivo è veramente innocente, pericoloso giusto come distributore di volantini al bar.
La notizia, però, per i due giornalisti è un’altra: Hildy Johnson, il miglior reporter di Chicago, molla il colpo, appende la macchina da scrivere al chiodo per sposarsi con Peggy Grant e andare a vivere a Philadelphia. Dopo anni e anni passati a battere le strade per trovare notizie e a condividere qualche piacevole esperienza con chi, sulle strade, batte e basta, ha deciso di accasarsi e andare a lavorare per lo zio della futura metà, titolare di una agenzia pubblicitaria.
Il suo direttore, il nervosissimo Walter Burns, che non può lasciarsi sfuggire la cronaca dell’inchiesta con relativa esecuzione dell’anarco coso, cerca di convincere colui che definisce l’unico cronista vero sulla faccia della terra a non finire a scrivere slogan da frocetti, ma le sue tecniche di persuasione non vanno oltre l’offerta di seguire l’impiccagione insieme alla moglie (così si svaga un pochino anche lei), per poi tornare in ufficio. Luna di miele? Col cappio, diciamo.
Hildy Johnson è bravo, ma non c’è solo questo: Burns, in fondo, ma molto in fondo, gli vuole anche bene, come si potrebbe voler bene a un bravo dipendente che sta per andare via di sua spontanea volontà.
La verità è che, proprio mentre credi di aver lasciato un lavoro che ami, ci stai già ricascando con tutte le scarpe. Hildy, grazie ai suoi informatori, anzi, grazie alle sue informatrici – la donna delle pulizie e Molly, innamorata dell’improbabile condannato a morte – riesce a scoprire che dietro l’esecuzione male amplificata dalla stampa c’è un giochino di do ut des tra lo sceriffo e il sindaco.
E così Hildy si mette al lavoro per l’ultimo grande scoop che eviterà all’anarchico de noantri la triste fine di fronte a giornalisti assatanati di sangue e cittadini che hanno preso il numerino per prenotare lo spettacolo della cara vecchia morte in diretta di una volta.
Finale con tentativo di sorpresa, nel senso che il direttore proverà ancora a trattenere il re dei reporter, ma non ci sarà niente da fare e questa commedia scivolerà via verso gli applausi portandosi dietro, ben protette da una spessa patina di grottesco e surreale, le critiche al pessimo giornalismo, alla pena di morte, alla corruzione, alla giustizia, al potere e al brutto vizio di non lavarsi le mani prima di giocare a carte tanto per ammazzare il tempo nella sala stampa di un carcere.
Sulla definizione di talento abbiamo sentito Gian Marco Tognazzi.
Prima pagina
Di Ben Hecht e Charles Mac Arthur
Adattamento di Edoardo Erba
Regia di Francesco Tavassi
Con Gian Marco Tognazzi, Bruno Armando, Roberto Tesconi, Fausto Sciarappa, Mimmo Mignemi, Barbara Gallo, Jean Marie Ferry
Il 10 e 11 marzo al Teatro Savoia di Campobasso
Il 13 marzo al Teatro Garibaldi di Lucera (Foggia)
Il 14 marzo al Teatro Impero di Brindisi
Il 15 marzo al Teatro Roma di Ostuni (Brindisi)
Il 16 marzo al Teatro Fasano di Taviano (Lecce)
Il 17 marzo al Teatro Monticello di Grottaglie (Taranto)
Il 20 e 21 marzo al Teatro Politeama Siracusa di Reggio Calabria
Il 22 marzo al Cinema Teatro Moderno di Vibo Valentia
Il 23 e 24 marzo al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme
Il 27, 28 e 29 marzo al Teatro Comunale di Treviso
maurizio@youngtalent.it
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