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TEATRO
La tempesta - di W. Shakespeare
Teatro Cantoni, Legnano, il 3 aprile 2006
Piccolo Eliseo, Roma, dal 5 al 13 aprile 2006
Teatro delle Passioni, Modena, dal 18 al 23 aprile 2006
Teatro Sociale, Brescia, dal 26 al 29 aprile 2006
Teatro delle Arti, Gallarate, il 2 maggio 2006
Teatro Duse, Bologna, dal 3 al 5 maggio 2006
Teatro Binario 7, Monza, dal 6 al 7 maggio 2006
SINOSSI - by il morris
Una nave prigioniera della tempesta, simile a quelle carrette del mare che partono da porti lontani per scaricare decine di disgraziati direttamente nel televisore della cucina, trasporta cinque fortunelli su un'isola sperduta.
Antonio, Gonzalo, Alonzo, Ferdinando e Sebastiano sono stati attirati in questo bel posticino dalle magie di Prospero, duca di Milano tradito, deduchizzato e abbandonato in alto mare 12 anni prima insieme alla figlia Miranda. Il nostro, però, riuscì a raggiungere la famigerata isola e, quindi, a salvarsi.
La tempesta trappola è stata scatenata da Ariel, spirito dell'aria, prezioso aiuto di Prospero, proprio per attrarre il già citato gruppo vacanze. Ora può scattare la vendetta.
Prima di tutto sistemiamo gli eredi: Ferdinando, innocuo figlio di Alonzo, re di Napoli, si innamora di Miranda grazie al'intervento di Ariel.
Antonio, fratello furbo di Prospero e autore del tradimento milanese, vuole ripetere il colpaccio convincendo Sebastiano ad uccidere suo fratello Alonzo, usurpargli il titolo e avviare tutta una serie di scambi commerciali tra Napoli e Milano. Il solito Ariel entra in scivolata e impedisce l'attentato.
Un Prospy in ottima forma libera ancora la sua magia e reprime la rivolta organizzata da Calibano, ex sovrano dell'isola, insieme ad altri due cialtroni.
Finale cazzotti e fagioli con Ariel che, dopo aver attirato i naufraghi con un finto banchetto, rinfaccia agli invitati la detronizzazione di Prospero.
Ora la vendetta è completata, Prospero libera gli ostaggi, li perdona e rinuncia alla sua magia, cala il sipario e tutti – oddìo, tutti, uno – negli spogliatoi a bere il tè caldo.
Ma sarà tutto vero? Cioè, il nostro eroe si trova veramente su un'isola deserta o sta giocando con la fantasia, con il il suo piccolo mondo? Magari la vendetta di Prospero è solo una finzione, uno scherzo della mente nato dall'impossibilità di agire, paranoia di un uomo bloccato insieme alla figlia in un luogo irraggiungibile.
E poi, perchè su un'isola deserta non ci sono Schillaci e Caputi? Mah ...
Un Ferdinando Bruni in ottima forma porta in scena, da solo, l'ultima opera di Shakespeare. Con lui salgono sul palco fantocci, pupi e marionette realizzati con materiale potenzialmente destinato al sacchetto del rifiuto secco.
Regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
Parole e voci Ferdinando Bruni
Musica, suoni e rumori di Mauro Ermanno Giovanardi, Fabio Barovero, Gionata Bettini
Sculture di scena Giovanni De Francesco
Luci ed effetti Nando Frigerio
Servi dell'isola Giovanni De Francesco e Giuseppe Isgrò
Una produzione Teatridithalia
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