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TEATRO
L'uomo dai mille volti
Di Arturo Brachetti
The mask, Arturo Brachetti, torna a stupire il pubblico con i suoi 1000 volti, che poi non sono proprio mille ma restano pur sempre una prestazione di trasformismo di tutto rispetto: 80 personaggi in 100 minuti, una serie di cambi d’abito degna della velocità e della coordinazione del pit stop eseguito ad arte da un team di meccanici di Formula 1.
E invece qui, a parte Brachetti, non c’è nessuno. L’attore, autore e regista, farà vivere una storia attraverso la magia dei suoi veloci cambi d’identità, in un mix di teatro, musica, poesia, cinema e ironia di un trasformista che non fa in tempo a stupirti per un travestimento, che ne sta già preparando un altro.
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Gli 80 di Brachetti si danno il cambio per dar sostanza alla storia di Arturo che, da adulto, torna nel solaio della propria infanzia – tutti abbiamo un solaio della nostra infanzia, almeno nella testa – per fare un po’ di pulizie. Purtroppo (o per fortuna) le cose, nel momento in cui le si reputano vecchie e inutili, iniziano improvvisamente ad avere un senso, e a riportarci un pezzettino del nostro ieri.
Nel caso di Brachetti, la scatola dei giochi è il passaggio verso un’altra dimensione, un mondo di fantasia popolato da miti e icone del passato di tutti, come Pinocchio, Gene Kelly, King Kong, Frankenstein, e via, fino ad un finale dedicato a Federico Fellini, ed è proprio l’immagine di Fellini a ricordarci che, in questa vita, è e resta importante non perdere mai la felicità e l’ingenuità del bambino che vive nella nostra mente.
L’uomo dai mille volti
Ideazione di Arturo Brachetti & Serge Denoncourt
Testi di Arthur Kopit
Regia di Serge Denoncour
Dal 10 al 14 ottobre 2007, Teatro delle Celebrazioni, Bologna
maurizio@youngtalent.it
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