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TEATRO
Woody Allen Cafè
Teatro Filodrammatici
Milano, fino al 28 maggio
drammaturgia di Emilio Russo
regia di Marco Balbi
con Milvia Marigliano, Chiara Petruzzelli, Gianni Quillico, Nicola Stravalaci
musiche dal vivo del Manhattan Quartet
Siete appassionati del regista/attore/autore Woody Allen? No? Non fa niente.
Vi piace il jazz? No? Ok, va bene.
Allora fate come me: adesso, per colmare buchi profondi come la fossa delle Marianne, tirate su baracca e burattini e filate al Filodrammatici di Milano. Forza, che non stiamo qui a giocare.
Vivete in Polinesia? Sì? Pazienza, non facciamo mica miracoli. Giusto qualche moltiplicazione, ogni tanto.
Ma torniamo a bomba. Al Filodrammatici di Milano va in scena Woody Allen Cafè , finalmente abbiamo l'occasione per entrare nei meccanismi della comicità di un professionista della battuta mordi e fuggi, l'uomo che ha dimostrato l'incredibile vicinanza fra quelle persone lì che hanno tanti problemi e tutti gli altri abitanti del mondo reale.
Woody Allen Cafè è un tascabile di tutto quello che volete e dovete sapere sulle paturnie che affliggono l'uomo, un povero bipede sempre alle prese con il sesso, la religione, le religioni e la famiglia.
Magari.
No, dico, magari avere tutte ‘ste paturnie sul sesso . Ma in fondo il cinema è finzione.
Quattro protagonisti smontano il Woody Allen pensiero costruito in anni e anni di monologhi, sceneggiature e articoli per mostrarci così come siamo: sempre alla ricerca di risposte alle domande della vita, sempre alla ricerca di domande a cui rispondere, sempre in cerca dell'analista, sempre in cerca di un/una compagno/compagna in grado di tradirci, sì, ma di tradirci molto bene.
Pescando a caso dal pentolone, segnalo:
Un uomo invischiato in un losco giro di squillo intellettuali, donnacce pagate per produrre cultura e, orrore degli orrori, per far venire il cervello duro ai clienti.
Due coppie in crisi: in una, lei vuole lasciare il suo ingenuo lui perché a lui manca qualcosa ma non si sa cosa. Nell'altra, lei, analista, scopre che il marito si fa una sua paziente. Lui, per difendersi, la mette sul clinico. [ ma secondo te farsi fare un pompino da una tettona di 26 anni è una cosa piacevole? ]
Quasi finale quasi pirandelliano con i personaggi di alcuni spettacoli che, fuggiti dalle loro storie, organizzano un'analisi di gruppo per capire i perché dell'esistenza di un copione.
Non manca l' amalgama , come direbbe il compianto presidente del Catania, Massimino. I collanti sono il clarinetto e la cinepresa. La musica dal vivo del Manhattan Quartet ci riporta alla passione del regista per il jazz, mentre il contributo dal grande schermo arriva sotto forma di brevi filmati interpretati da quattro attori che ricordano aneddoti, vizi e manie di un amico comune.
Lo spettacolo fila via veloce anche per me che, di Woody Allen, conosco giusto quei quattro vecchi film trasmessi nei primi anni di vita dei network privati insieme alle pellicole con Jerry Lewis e Dean Martin. La compagnia del Filo dà un'anima a quest'intreccio di cose di Woody e, soprattutto, offre la possibilità ai miscredenti come me di infarinarsi, di i mpanarsi velocemente sul mondo di Allen e di rispondere ad una delle domande più inquietanti del secolo nuovo: cosa ci facciamo davanti alla cassa di un teatro con sguardo indeciso e mano sul portafoglio?
Qui , il sito del Teatro Filodrammatici.
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