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Common Reader > Fantasy - Maggio '06
LE CRONACHE DI NARNIA
C.S. Lewis, 1950-1956, Mondadori.
7 libri, scritti al ritmo di un libro all’anno (ma non nella sequenza in cui vengono proposti) tutti ambientati a Narnia, regno incantato in una dimensione parallela. Sono scritti per bambini (non aspettatevi Tolkien, che pure di Lewis era amico).
Nei libri c’è un po’ di tutto – da richiami alle 1000 e una notte (nel terzo e nel quinto libro), a echi (troppo) evidenti di cattolicesimo (che diventano addirittura protagonisti nel settimo libro, l’unico che proprio non mi è piaciuto, - sembra la riedizione dell’Apocalisse), con avventure incredibili e una quantità di personaggi indimenticabili (il preferito resta sempre l’eroico topo Ripicì).
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Nel primo libro, “Il nipote del mago”, Digory e Polly, due ragazzini londinesi, sono obbligati dallo zio di Digory che si vanta di praticare la magia, ad indossare anelli magici che li trasportano in un luogo bizzarro, una foresta verde e rigogliosa, costellata di stagni, dove tutto è silenzioso e immobile. Tuffandosi in uno stagno, i due ragazzi assistono alla fine di un mondo, abitato da una terribile regina-strega, che li segue fino a Londra causando non pochi disastri e poi fino ad un mondo appena nato dal canto di un leone gigante, Aslan, abitato da animali con il dono della parola e da creature che appartengono alle nostre leggende (driadi, satiri, nani, ecc.).
Nel secondo libro, “Il leone, la strega e l’armadio”, Digory è ormai un vecchio studioso che abita in una favolosa dimora di campagna, dove vengono inviati i quattro fratelli Pevensie, Peter, Susan, Edmund, Lucy; proprio Lucy, la più piccola, scopre un armadio magico (che noi sappiamo essere ricavato dal legno di un melo cresciuto da un seme portato da Narnia) e viene trasportata a Narnia, dove il tempo scorre in modo diverso e dove può restare per ore senza che nel mondo reale sia trascorso nemmeno un minuto. Lucy apprende dal fauno Tumnus e racconta (non creduta) ai fratelli, la storia della Strega Bianca che ha raggelato in un inverno senza Natale (!) il regno di Narnia; la leggenda vuole che solo due figli di Adamo e due figlie di Eva possano sedere sul trono del regno e, con l’aiuto di Aslan, riportare la primavera.
Dal libro è stato tratto il film di Walt Disney (Natale 2005).
Nel terzo libro, “Il cavallo e il ragazzo”, è narrata la vicenda di Shasta e del cavallo (parlante) Bri e di Aravis e della cavalla Uinni, entrambi in fuga dal regno di Calormen verso Narnia all’epoca in cui i quattro Pevensie erano re e regine di Narnia.
Alla fine di innumerevoli avventure, Shasta apprenderà di essere in realtà Cor, figlio del re di Archen. E naturalmente sposerà Aravis.
Nel quarto libro, “Il principe Caspian”, i fratelli Pevensie tornano a Narnia e scoprono che sono passati secoli dal tempo del loro regno. I Telmarni hanno conquistato Narnia e gli animali parlanti e gli abitanti della vecchia Narnia sono costretti a vivere nascosti. Il principe Caspian, ultimo rampollo della dinastia reale di Telmar, rischia di essere assassinato dallo zio paterno e fugge alla ricerca degli abitanti della vecchia Narnia, di cui ha sentito parlare dall’anziana nutrice. Aiutato dai fratelli Pevensie e da Aslan, Caspian riconquisterà il regno.
Il quinto libro, “Il viaggio del veliero”, vede protagonista un equipaggio capitanato dal Re Caspian X (il principe Caspian del libro precedente); Lucy, Edmund e l’odioso cugino Eustachio giungono a Narnia a bordo del veliero e partecipano alla spedizione che ha lo scopo di ritrovare (vivi e morti) sette uomini partiti alla ricerca del padre di Caspian e di arrivare fino alla Fine del Mondo, là dove si trova la terra di Aslan (il sogno di Ripicì, spingersi “Dove cielo e mar si incontrano/ dove le onde dolci si infrangono/ o valoroso Ripicì, non dubitare/ troverai tutto ciò che cerchi/ a oriente, laggiù, di là dal mare”).
Il sesto libro, “La sedia d’argento”, vede come protagonisti Eustachio (non più antipatico, dopo le avventure vissute nel viaggio verso la Fine del Mondo) e la sua amica Jill, che vengono inviati da Aslan (accompagnati da un pessimista paludrone di nome Pozzanghera) alla ricerca di Rilian, figlio di Caspian X, rapito e tenuto prigioniero dalla Dama dal Vestito Verde, probabile reincarnazione della Strega Bianca del secondo libro. I ragazzi e il paludrone, dopo un incontro ravvicinato con i Giganti alleati della strega, si troveranno nel Mondodisotto, un intrigo di grotte e gallerie, da cui “pochi ritornano nel Mododisopra scaldato dal sole”, riusciranno a liberare il principe Rilian dall’incantesimo, a uccidere la strega e a tornare a casa.
Il settimo libro, “L’ultima battaglia”, è a mio avviso illeggibile, una sorta di riedizione del’apocalisse, in cui Narnia viene distrutta, le stelle cadono, i fratelli Pevensie, Eustachio, Jill, Polly e Digory muoiono in un incidente ferroviario e si ritrovano tutti felici e contenti nel regno di Aslan che non è più nemmeno un leone. Troppo mistico per i miei gusti, non in linea con gli altri libri.
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