LA ZIA MARCHESA
Simonetta Agnello Hornby
2004, Feltrinelli.
Storia della famiglia Safamita, una grande (e orgogliosa) famiglia dell’aristocrazia terriera, all’epoca del crollo del regno borbonico.
Storia di Costanza Safamita, dagli insoliti capelli rossi (“Pilu russu, malu pilu”, dicevano gli antichi), tanto amata e protetta dal padre, che la sa figlia del vero amore, quanto rifiutata dalla madre, appassionatamente innamorata del marito-zio (e collezionista di tartarughe).
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Il racconto si svolge su più piani narrativi, da un lato i ricordi di Amalia, balia di Costanza, che relegata in una grotta a La Montagnazza assiste la nipote, dall’altro la narrazione della (breve) vita della protagonista, che sarà l’unica vera erede, designata dal padre, del prestigio e delle sostanze di casa Safamita e dovrà affrontare la mondanità di Palermo nella difficile impresa di trovare marito e di imparare ad essere felice per esserlo (dopo 9 anni!) davvero.
Capitoli inframezzati da proverbi in lingua siciliana (alcuni di difficile lettura, visto che l’autrice, maliziosa, non ne fornisce la traduzione), saggezza popolare e immagini cristalline, sapientemente raccontate; indimenticabili le parole con cui Stefano indica a Costanza la sua amata ("E’ la mia vita!", imparate, uomini, imparate!), quasi materica la visione di Costanza che prepara i biscotti cantando ed esplora i riposti odorosi, piene di cibarie. Da sospiri il letto di papaveri nella campagna di Malivinniti, bellissimo il racconto della Principessa Babbaluci.
Della stessa autrice segnaliamo: “La Mennulara” (vincitore premio “Alassio 100 libri”, “Fort Villane” “Stresa” e “Casino de Santiago”), fantastico!
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